venerdì, aprile 11, 2014

REBORN - Miriam Mastrovito

Pubblicato da Ellah K.Drake a 06:49
Trama:
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere. Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale. La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente. Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese. Quale la verità? Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta. Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.


Come avrete già notato nelle mie letture, ho già recensito i romanzi precedenti della Mastrovito
Per quanto mi siano piaciuti, ammetto che quest'ultimo è come qualità di scrittura, storia e intreccio, di gran lunga superiore. La scrittura di Miriam non si smentisce e tesse una storia da cardiopalma per la sottoscritta per nulla abituata a vicende a sfondo horror/gotiche come questa. Eppure, me lo sono letto in tre giorni poiché ha calamitato la mia attenzione fin dalle prime battute.
Una novella molto alla King style se così possiamo definirla, originale e ben congegnata.
Ora, se qualcuno mi dicesse che un mio romanzo mi ha inquietato dovrei preoccuparmi e prenderla come una critica negativa, ma non è così per il romanzo di Miriam, che ogni tre per due mi ha suscitato emozioni contrastanti di orrore e fascino. Ne sono stata affascinata perché la storia è così complessa e ben articolata, da superare tutte le mie aspettative. La lettura è talmente incalzante, scorrevole e ricca di colpi di scena 'paurosi' da lasciarti sempre senza fiato e con gli occhi spalancati dal terrore (io sono super impressionabile e quella bambola ho temuto di sognarmela di notte).
Non lasciatevi ingannare dalla trama perché la storia è molto, molto di più.
In genere non è nelle mie corde spoilerare, perché vorrei che i lettori restassero incuriositi a tal punto da desiderare leggerlo senza alcun suggerimento da parte mia, però qua lo devo fare.
Elga è una donna segnata dalla sofferenza, la morte del marito e della figlia in un incidente d'auto le ha anestetizzato il cuore a tal punto da chiudersi in se stessa e pensare solo al proprio lavoro: creare bambole in vinile.
Un giorno però una di queste bambole, che lei ha portato a casa e adagiata sul letto della figlia morta, prende vita in Rea. Rea è la figlia che la madre non riconosce perché sa… sa che quella bambina non è Martina, la figlia morta nell'incidente. Eppure tutti sono convinti che Rea sia la vera figlia di Elga e che la donna, dopo l'incidente nel quale è morto solo il marito Andrea, non sia riuscita a superare il trauma e non riconosca più sangue del suo sangue. Elga però ne è così convinta che non vuole averla in casa con sè. Ma qual è la verità? Come mai nessuno le crede? In realtà qualcuno che le crede, esiste. Si chiama Juri, è bellissimo (che non guasta soprattutto in queste storie piuttosto oscure) e lavora per le onoranze funebri, preparando le salme prima che vengano tumulate o sepolte, e considera il cimitero una seconda casa. Juri è un personaggio molto particolare tanto che Elga teme sia uno stalker, ma la verità è tutt'altra. La storia di Juri s'intreccia non a caso con quella di Elga per una ragione ben precisa. Infatti, sarà per merito suo che molti segreti verranno a galla e porteranno non poco scompiglio nella vita di Elga. Anche il misterioso Ogma si palesa a Juri come ausilio per dipanare l'intricata matassa dell'intera vicenda.
Ma in fin dei conti è Rea la vera protagonista di questa storia drammatica. Rea è la chiave di tutto.
Mano mano che il romanzo procede e che la verità di Rea si palesa agli occhi di Elga, tramite l'aiuto di Juri, veniamo coinvolti in una spirale di colpi di scena nei quali sarà impossibile non sentirsi presi in prima persona.
Perché al di là del fatto che questo romanzo non lascia molti spiragli di speranza o di luce nemmeno nel finale, forse più inquietante di tutto il resto della storia (ma perfetto per i romanzi di questo genere), posso dichiarare senza ombra di dubbio che REBORN presenta in sé un messaggio forte e chiaro: l'amore è talmente potente da riuscire a vincere anche la Morte stessa, l'amore è rinascita.
Non vi resta che leggerlo. Lo trovate su tutti gli store online. Anzi, affrettatevi.
Giudizio:



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