mercoledì, marzo 12, 2014

Il mendicante di sogni - Miriam Mastrovito

Pubblicato da Ellah K.Drake a 09:26
TRAMA: I sogni racchiudono i desideri, le fantasie e a volte anche le paure degli uomini. Che succederebbe se ne fossimo privati? È quello che cercherà di impedire Joshua, approdato a Chissà Dove, il magico regno in cui la fata Maya custodiva i sogni prima che il perfido Nergal la depredasse e le strappasse le ali riducendola in fin di vita. La sua impresa, costellata di splendidi capolavori disegnati sull’asfalto, si intreccia con le indagini del Commissario Zanetti, che lo riterrà un pericoloso serial killer, e con la rinascita di Daniel, un bambino appena uscito dal coma, che ha promesso a Maya, la sua salvatrice, due ali fatte di petali bianchi…





Per me è sempre un piacere leggere Miriam. Innanzitutto perché mi piace la sua scrittura che è fluida elegante, senza sbavature, perfetta a livello stilistico. Il suo stile è inconfondibile, molto posato, sobrio, a tratti direi pure poetico.
Pur non essendo il fantasy il mio genere preferito, le sue storie le leggo sempre molto volentieri. Non sono solo mere storie fantasy fini a se stesse con gnomi, folletti e fate, ma racchiudono sempre messaggi al loro interno, come se volessero parlare al lettore, interagire con lui. Di lei avevo precedentemente apprezzato Il mistero dei Libri perduti, parlandone qui, ma Il mendicante di Sogni l'ho preferito fin da subito.
Miriam tesse con grande delicatezza ed eleganza una storia in bilico tra Sogno e Realtà.
Vi sono due mondi apparentemente non comunicanti tra loro. Uno è quello di Chissà Dove, l'altro è il nostro mondo, quello degli umani.
Nel colorato, pieno di luce, mondo di Chissà Dove le fate custodiscono i sogni degli umani. Purtroppo però è minacciato da un oscuro e potente mago che vorrebbe impadronirsene per rinforzare il proprio potere e dominare entrambi i mondi con la sua fredda oscurità. Egli perciò riesce a distruggere le ali di Maya, la regina del regno, convinto che senza le ali Maya non riuscira più a riottenere il proprio regno. Ma non ha fatto i conti con la sua tenacia e l'amore verso un umano, Joshua.
Joshua può salvare Maya, il mondo di Chissà Dove e quindi pure il proprio di mondo, dalle mire del cattivo Nergal. In che modo? Diventando un mendicante molto particolare…
Non vorrei spoilerare troppo, per cui manterrò un alone di mistero sul resto della vicenda, con la speranza che, chi adora il genere, possa andare su Amazon e comprarlo.
Proprio durante la lettura del romanzo al lettore sopraggiunge la naturale domanda: possiamo vivere senza sogni? Che cosa accadrebbe se ne fossimo privati? A quale oscurità saremmo sottoposti?
Studio da moltissimo tempo le dinamiche che permeano il mondo dei nostri sogni e mi sono imbattuta in una vicenda che con molto pathos e fantasia cerca di svelare proprio questo mistero.
Miriam riesce a intrecciare con molta delicatezza personaggi apparentemente diversi tra loro, per i quali agli inizi si fatica a comprenderne il nesso, costruendo una storia interessante, con un buon ritmo, e secondo me originale. La definirei proprio 'onirica'.
Dopo un dolce e fatato prologo, c'imbattiamo nella cruda realtà della vita di Joshua, un ragazzo difficile con un'infanzia molto sofferta e la perdita di un padre che lo ha profondamente cambiato. Ma non è il solo e unico protagonista della storia, poiché a loro modo tutti gli altri personaggi, Daniel e sua nonna Lilia in primis, assumono un'importanza rilevante, (anche perché sono tutti ottimamente tratteggiati). E così ce l'hanno i loro sogni. Anzi, i sogni sono la loro unica speranza di salvezza da un mondo di privazioni e infelicità.
Il mondo dei loro sogni quindi è l'unico nel quale essi potranno ritrovare davvero se stessi e la loro felicità. Hanno l'opportunità di ritrovare ciò che avevano perso, ciò che li aveva portati alla deriva in un mondo nel quale si arranca, si soffre e a volte si perde pure la propria dignità.
Joshua ha il compito di disegnare quel mondo che loro hanno sempre agognato…
La trama s'intricherà sempre più, fino a un epilogo anelato dal lettore dopo tutte le fatiche dei vari protagonisti, anche se non avverrà ovviamente con facilità.
Pur essendo un fantasy, perché presenta connotazioni e personaggi tali, il romanzo di Miriam secondo me non apparterrebbe totalmente al genere suddetto.
Qui i sogni e le realtà dei personaggi prendono il sopravvento, dominando totalmente il romanzo, lasciando la storia tipicamente fantasy (quella di Maya) in secondo piano. Eppure è questa la vera forza del romanzo di Miriam. Il lieto fine, che mi ha strappato una lacrima, era assolutamente dovuto...
Personalmente, ma forse mi sbaglierò, in questo romanzo leggo molto di più. Non a caso il Salvatore si chiama Joshua, e Joshua è il nome ebraico di Gesù. E il mondo di Chissà Dove mi ricorda moltissimo il nostro Aldilà. Ma, si sa, nei romanzi il lettore riesce anche a cogliere aspetti che magari lo stesso autore non immaginava minimamente… O forse sì, in questo caso?
Un romanzo che regala al lettore momenti molto toccanti, altri tipicamente fantastici (bellissimo il viaggio sopra l'unicorno) e altri originali.
Buono!
Giudizio:

2 commenti:

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