giovedì, gennaio 17, 2013

Melissa, la donna che cambiò la storia - Valter Binaghi

Pubblicato da Ellah K.Drake a 08:23
Finalmente, lo ripeto, finalmente, sono riuscita a trovare e a leggere un romanzo degno di codesto nome! Sì, perché questo è un romanzo molto buono, che mi è piaciuto per determinati motivi, che elencherò.

Innanzitutto, io non conoscevo l'autore, mea culpa, perché ora che l'ho scoperto ricercherò anche gli altri suoi scritti. 

Come sempre non riporterò una recensione con tutti i crismi recensionistici, ma tenterò di spiegare l'emozione che mi ha dato e il motivo per cui mi è piaciuto. 
Pronti? Via.

Vai con la trama:
Crotone, 509 a. C. Melissa, giovane allieva della scuola di Pitagora, si salva dall'eccidio dei pitagorici grazie a Liseo, appartenente al gruppo dei congiurati ma da sempre innamorato di lei. La ragazza però, di fronte al giovane che le dichiara il suo amore e la chiede in sposa, rifiuta di concedersi e solo con la violenza Liseo otterrà quel che vuole. Dopo quella violenza viene venduta come schiava a Cluvio, vecchio capo dei Sanniti. Al villaggio sannita, Cluvio le affida l'educazione dei figli e delle donne di casa. Melissa saprà dimostrarsi utile, conquistando in breve tempo la fiducia delle sue allieve. La sua presenza si rivelerà presto indispensabile: con la sola conoscenza dei numeri e della musica, Melissa guarirà Aris, il figlio di Cluvio, da un'intossicazione. Amata e rispettata dai Sanniti, otterrà la libertà e sposerà Aris, da cui avrà due figli. Il futuro avrà in serbo per lei molte avventure ma la metterà di fronte anche a tanti ostacoli. Melissa saprà affrontarli imponendosi sempre con la sua forte personalità in un mondo governato dagli uomini, e mostrando ­ alla sua epoca, ma anche alla nostra ­ come si possa vivere e progredire nella pacifica ricerca della sapienza.

Questo romanzo storico potrebbe piacere a chi ha apprezzato precedentemente sia il film di Ipazia ( il booktrailer del romanzo infatti, attinge curiosamente da quel film, che io come sapete ho amato a dismisura) sia la storia de LA PAPESSA, romanzo stupendo che lessi due anni or sono. Sono sempre stata fortemente attratta dalle figure femminili, così forti e intraprendenti, che lasciano il segno per la loro grande Sapienza, e sono tratteggiate con maestria e raffinatezza come in questo caso. La prima curiosità sta proprio nel fatto che la scrittura del romanzo è molto raffinata, semplice, sensibile, piena di pathos, al femminile (dai ringraziamenti ho capito il motivo di questa positiva influenza). Come si evince dalla trama, siamo ai tempi dei grandi filosofi greci, della intellighenzia, dei circoli esclusivi, di una sapienza che veniva impartita ai pochi, così come gli stessi circoli esoterici moderni continuano a fare (non con la mia approvazione). Certe teorie non dovrebbero essere appannaggio dei pochi, ma diciamo che nella Magna grecia Pitagora considerava l'importanza della sapienza femminile tra i suoi adepti. Ecco che le discepole donne potevano tranquillamente prendere parte delle sue lezioni, anche se tale modus operandi fu perso in seguito… E' proprio qui che comincia la storia della giovane Melissa, che trae la forza e la consapevolezza di se stessa dagli insegnamenti del Maestro. Ho trovato molto interessante il primo quarto del romanzo, dove il punto di vista non era assegnato a Melissa, ma allo stesso Liseo, che rappresenta la controparte, e cioè la rozzezza, l'istinto carnale, la passione e l'incapacità di vedere oltre al proprio naso, ma solo di conquistare e possedere egoisticamente. Un contrasto, un chiaroscuro perfetto. Per quanto l'oscurità, rappresentata da Liseo, sia indiscutibilmente da deplorare, si prova pena per lui, perché non è in grado di andare oltre… E' un personaggio che non viene lasciato da parte e che in fine trova anch'egli modo di redimere se stesso, cosa che ho apprezzato moltissimo. 
Non voglio spoilerare su tutto, sappiate che questa storia si regge su di un tema importantissimo, spiritual-esoterico, che ho carpito nella lettura. Sono certa sia parte delle stesse credenze dello scrittore, che si capisce ne sa un bel po'. I dialoghi di questa donna esemplare, che è riuscita a trarre forza da una vita burrascosa e da un dolore che l'ha segnata nel profondo, sono Armonici, pieni di saggezza, non una saggezza stereotipata, ma un sapere che lo stesso scrittore possiede e a cui crede. 
Molti argomenti a me cari han preso vita in maniera magistrale in questo gioiellino di romanzo. Tra tutti proprio la presa di coscienza di una sapienza femminile che pur differente da quella maschile (più logica, razionale), non dovrebbe esserne separata, ma fare da contraltare, tanto da esserne unificata. Poiché l'UNO è esso stesso l'unione di maschile e femminile, è giusto che la società stessa riesca anche a vedere la donna non solo come madre, moglie o altro, ma come portatrice di sensibilità, sensitività, intelligenza e di Luce che si completa con l'uomo… Un messaggio bellissimo, uno dei tanti che il testo riporta tra i dialoghi, e la sua storia romanzata. Che dirvi se non di leggerlo? Lo consiglio caldamente. Per altro è anche scritto molto bene, a parte qualche d-eufonica, che agli editor della newton and Compton scappa spesso e volentieri, così come alcuni strafalcioni di punteggiatura che però qui fortunatamente non ho riscontrato, ma cavoli, l'autore è un professore e si vede! In ultima, se devo trovarci qualcosa, avrei preferito che il titolo fosse diverso, non so, mi sembra troppo palese, troppo buttato lì, ma non pregiudica nulla… 
Leggetelo, vale davvero la pena!

Giudizio: 





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